Fratture all'anca, la riabilitazione a casa

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28 2015
FEB

Fratture all'anca, la riabilitazione a casa

 

Durante la terza età le fratture all'anca sono problemi tanto frequenti quanto difficili da risolvere completamente. Se, però, la riabilitazione viene proseguita anche al di fuori delle strutture ospedaliere le possibilità di recupero funzionale sono più elevate.

 A dimostralo è uno studio pubblicato su JAMA da un gruppo di ricercatori guidato da Nancy Latham dell'Università di Boston che ha coinvolto oltre 200 pazienti che avevano già completato il tradizionale programma di riabilitazione dopo una frattura all'anca. Circa metà dei partecipanti sono stati assegnati ad un ulteriore programma di riabilitazione “domestica” in cui un fisioterapista ha illustrato loro semplici esercizi da eseguire a casa, come alzarsi da una sedia o salire un gradino, nei 6 mesi successivi. I restanti partecipanti sono stati coinvolti per lo stesso lasso di tempo in un programma di educazione alimentare specifico per proteggere la salute cardiovascolare. Al termine del semestre e dopo ulteriori 3 mesi gli autori dello studio hanno valutato le capacità fisiche dei pazienti, rilevando miglioramenti significativi negli individui che avevano seguito il programma di riabilitazione domestica, anche a livello di equilibrio.

 

Latham ha sottolineato che 2 anni dopo una frattura all'anca molti pazienti “non sono più in grado di portare a termine da soli compiti funzionali di base che riuscivano a svolgere prima della frattura” e che “l'approccio tradizionale alla riabilitazione dalle fratture all'anca lasciano molti pazienti con limitazioni funzionali”. Per questo secondo i ricercatori i risultati di questo studio “suggeriscono che questo approccio potrebbe essere proposto ai pazienti dopo aver completato la fisioterapia tradizionale”.